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Quanto costa aprire la partita IVA, e come si fa

Quanto costa aprire la partita IVA dipende da chi sei. Se sei un libero professionista, la apri con l’Agenzia delle Entrate e non paghi nulla: il modello AA9/12 e il software per compilarlo sono gratuiti. Se apri una ditta individuale da commerciante o da artigiano, passi dal Registro delle imprese e paghi i bolli, i diritti di segreteria e il diritto annuale della Camera di commercio. Qui trovi i passi nell’ordine in cui li fai, le cifre del 2026 e, soprattutto, quanto costa tenerla aperta anno dopo anno, che è la parte che pesa davvero.

Libero professionista o ditta individuale: da qui dipende tutto

La strada per aprire la partita IVA cambia con il tipo di attività, e con lei cambiano i costi.

Chi sei Dove apri la partita IVA Registro delle imprese Gestione INPS
Libero professionista (consulente, sviluppatore, grafico, traduttore…) Agenzia delle Entrate, modello AA9/12 No Gestione Separata INPS, o la tua cassa professionale
Commerciante (negozio, e-commerce, agente…) Camera di commercio, con la ComUnica Sì Gestione commercianti
Artigiano (idraulico, estetista, parrucchiere…) Camera di commercio, con la ComUnica Sì Gestione artigiani

Lo dice l’Agenzia delle Entrate stessa nelle istruzioni del modello: il modello AA9/12 serve a chi svolge un’attività professionale o un’altra attività per cui non è obbligatoria l’iscrizione al Registro delle imprese. Chi invece deve iscriversi usa la Comunicazione Unica, che vale anche come richiesta della partita IVA.

Una professione intellettuale non protetta, come la consulenza o le ricerche di mercato, non ha l’obbligo di iscriversi al Registro delle imprese, ma può scegliere di farlo. La Camera di commercio di Roma lo spiega nella sua pagina sull’iscrizione delle imprese individuali. Se non ti serve, la strada dell’AA9/12 è quella che costa meno.

Prima di compilare: codice ATECO e regime fiscale

Due scelte vanno fatte prima di aprire, perché entrambe finiscono nel modulo.

Il codice ATECO

Il codice ATECO descrive l’attività che svolgi in via prevalente. Dal 1° gennaio 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025, adottata operativamente dal 1° aprile 2025, come indica l’ISTAT. Il codice non è un dettaglio burocratico: nel regime forfettario decide il coefficiente di redditività, cioè la parte dei tuoi incassi su cui paghi l’imposta. Se esiti tra due codici, confronta i coefficienti nella guida al coefficiente di redditività per codice ATECO.

Il regime fiscale

Nel modello AA9/12 c’è una casella per i regimi fiscali agevolati: il valore 2 vuol dire che aderisci al regime forfettario (art. 1, comma 54, L. 190/2014) perché ritieni di averne i requisiti. Chi inizia un’attività può accedervi comunicando proprio in questa dichiarazione di presumere di avere i requisiti, conferma l’Agenzia.

I requisiti principali, per il 2026, sono ricavi o compensi dell’anno precedente non superiori a 85.000 € e nessuna delle cause di esclusione. Se apri per la prima volta e l’attività non prosegue un lavoro precedente, l’imposta sostitutiva scende dal 15% al 5% per i primi cinque anni. Tutto il regime è spiegato nella guida al regime forfettario; se superi i limiti o preferisci dedurre i costi reali, leggi quella sui regimi semplificato e ordinario.

Se hai anche uno stipendio, controlla il limite sui redditi da lavoro dipendente prima di barrare il forfettario: è spiegato nella guida su partita IVA e lavoro dipendente.

Come aprire la partita IVA, passo per passo

Se sei un libero professionista: il modello AA9/12

Il modello AA9/12 è la dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA per le imprese individuali e i lavoratori autonomi. Barri la casella 1 del quadro A (inizio attività), indichi la data di inizio, il codice ATECO, il luogo in cui lavori e il regime.

Le istruzioni dell’Agenzia elencano tre modi per presentarlo:

  1. Online, da solo o tramite un intermediario abilitato: con il software gratuito dell’Agenzia prepari il file e lo invii dalla tua area riservata. La dichiarazione conta come presentata il giorno in cui l’Agenzia finisce di ricevere i dati.
  2. Allo sportello, in duplice copia, in un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, anche lontano da dove abiti. Puoi mandare una persona con delega.
  3. Per raccomandata, in una copia sola, con la fotocopia di un documento d’identità, a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia. Conta il giorno di spedizione.

L’ufficio ti attribuisce il numero di partita IVA, che resta lo stesso anche se cambi domicilio fiscale, fino a quando chiudi.

Se sei un commerciante o un artigiano: la ComUnica

Per una ditta individuale la pratica è la Comunicazione Unica (ComUnica), inviata online al Registro delle imprese della tua Camera di commercio. Con un’unica istanza ti iscrivi al Registro, chiedi la partita IVA all’Agenzia delle Entrate e fai gli adempimenti verso l’INPS e l’INAIL. Se l’attività richiede una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o un titolo abilitante, la trasmetti insieme alla ComUnica.

La pratica può inviarla il titolare stesso o un professionista incaricato, per esempio un commercialista.

L’attività della ditta individuale deve iniziare insieme o dopo la prima ComUnica, non prima. Chi comincia a vendere e si iscrive dopo rischia la sanzione per l’iscrizione tardiva.

L’iscrizione all’INPS

L’INPS non si sceglie: la gestione dipende dall’attività.

  • Libero professionista senza cassa: fai la domanda online all’INPS, con il servizio Domanda Iscrizione Parasubordinati, per iscriverti alla Gestione Separata INPS.
  • Commerciante o artigiano: l’iscrizione alla gestione passa dalla ComUnica, nel quadro previdenziale della pratica. Per la gestione commercianti l’INPS chiede che tu partecipi personalmente al lavoro dell’impresa in modo abituale e prevalente.
  • Professionista con albo e cassa professionale (avvocato, ingegnere, architetto…): ti iscrivi alla tua cassa, non all’INPS.

Tutte le regole, le scadenze e le riduzioni sono nella guida ai contributi INPS con la partita IVA.

Quanto costa aprire la partita IVA

Ecco i costi di apertura della partita IVA, voce per voce.

Voce Libero professionista Ditta individuale (Roma, 2026)
Modello AA9/12 o pratica all’Agenzia 0 € Compresa nella ComUnica
Diritti di segreteria per l’iscrizione Non dovuti 18,00 €
Imposta di bollo per l’iscrizione Non dovuta 17,50 €
Diritto annuale del primo anno Non dovuto 53,00 € (sezione speciale), 120,00 € (sezione ordinaria)
Commercialista per la pratica Facoltativo Facoltativo

Le cifre della ditta individuale sono quelle pubblicate dalla Camera di commercio di Roma. Il diritto annuale ha una base di 44 € per la sezione speciale (artigiani e piccoli imprenditori) e 100 € per la sezione ordinaria, dopo la riduzione del 50% prevista dalla legge; molte Camere, come Roma e Bergamo, lo aumentano del 20% per il 2026, e da lì vengono 53 € e 120 €. Chi si iscrive durante l’anno lo paga con l’iscrizione o entro i 30 giorni successivi, con il modello F24. Controlla l’importo sul sito della tua Camera.

Il costo vero dell’apertura, quindi, per un professionista è zero; per una ditta individuale a Roma, nel 2026, è di 88,50 € in sezione speciale o 155,50 € in sezione ordinaria, più i costi dell’eventuale SCIA per l’attività e quelli di un professionista, se lo incarichi.

Quanto costa avere una partita IVA ogni anno

Aprirla costa poco. Tenerla è un’altra storia, e conviene conoscere le voci fisse prima di iniziare.

Voce annuale Libero professionista Commerciante o artigiano
Contributi INPS 2026 26,07% del reddito (Gestione Separata), nessun minimo Almeno 4.521,36 € (artigiani) o 4.611,64 € (commercianti) sul minimale di 18.808 €
Diritto annuale della Camera di commercio Non dovuto Ogni anno (a Roma 53 € o 120 € nel 2026)
Imposta sul reddito Imposta sostitutiva 5% o 15% se forfettario; IRPEF negli altri regimi Come a sinistra
Commercialista Facoltativo Facoltativo

La differenza più grande è l’INPS. Nella Gestione Separata paghi una percentuale di quello che guadagni: se un anno incassi poco, versi poco. Il commerciante e l’artigiano pagano invece un contributo fisso sul minimale anche con un reddito basso, in quattro rate (nel 2026: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio 2027, secondo la circolare INPS n. 14/2026). È la voce che fa di una ditta individuale una scelta da pesare bene.

Il commercialista non è obbligatorio. Nel forfettario la contabilità è leggera e molti titolari di partita IVA preparano da soli fatture e dichiarazione; nel regime semplificato o con un’attività complessa un professionista si ripaga spesso. Il prezzo è libero e cambia molto da studio a studio.

Anche nel forfettario ogni fattura è elettronica e passa dal Sistema di Interscambio (SdI). Ti serve un programma o il servizio gratuito dell’Agenzia, Fatture e Corrispettivi.

Entro quando va aperta, e cosa succede se tardi

La regola è l’art. 35 del D.P.R. 633/1972: la dichiarazione di inizio attività si presenta entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Le istruzioni del modello aggiungono che la data di inizio non può essere successiva al giorno in cui presenti il modello: non puoi aprire “in anticipo” per una data futura.

Chi deve presentare la dichiarazione di inizio attività e non lo fa rischia una sanzione da 500 € a 2.000 €, secondo l’art. 5, comma 6, del D.Lgs. 471/1997 nel testo in vigore nel 2026. Per il Registro delle imprese, le domande di iscrizione presentate oltre i 30 giorni dall’evento portano a una sanzione amministrativa della Camera di commercio.

Dal 1° gennaio 2027 l’art. 35 del D.P.R. 633/1972 è abrogato e la materia passa nel nuovo Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10). Per tutto il 2026 valgono le regole descritte qui; se apri dal 2027, controlla il riferimento aggiornato sulla pagina dell’Agenzia dedicata al modello AA9/12.

In breve

  • Libero professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, online, allo sportello o per raccomandata. Costo 0 €. Poi l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.
  • Commerciante o artigiano: ComUnica alla Camera di commercio, che vale per Registro delle imprese, partita IVA e INPS. A Roma, nel 2026, 18 € di diritti, 17,50 € di bollo e il diritto annuale.
  • Scegli prima il codice ATECO e il regime: nel forfettario il codice decide quanto paghi.
  • Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.
  • Il costo che pesa è quello annuale: i contributi INPS, fissi per artigiani e commercianti.

Aprire la partita IVA è il primo passo della tua attività: fallo con calma, sapendo già quanto ti costerà ogni anno.
💜💙 Il tuo team BravoLisa

Questo articolo ha solo scopo informativo generale e non costituisce consulenza fiscale, legale o contabile. Ogni situazione è diversa: rivolgiti a un professionista qualificato (commercialista, consulente fiscale o avvocato) per un parere adatto al tuo caso. BravoLisa non si assume alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla base di queste informazioni.

Fonti (16)

  1. Agenzia delle Entrate — Partita Iva Persone Fisiche (AA9/12), Che cos'è
  2. Agenzia delle Entrate — Modello AA9/12, istruzioni per la compilazione
  3. Agenzia delle Entrate — Partita Iva Persone Fisiche (AA9/12), Software di compilazione
  4. Agenzia delle Entrate — Regime forfetario, Che cos'è
  5. Normattiva — D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 35
  6. Normattiva — D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 5
  7. Gazzetta Ufficiale — D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (Testo unico IVA)
  8. ISTAT — ATECO 2025 e aggiornamenti
  9. INPS — Iscrizione liberi professionisti (Gestione Separata)
  10. INPS — Iscrizione Gestione Commercianti
  11. INPS — Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, Gestione separata: aliquote 2026
  12. INPS — Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, artigiani e commercianti: contribuzione 2026
  13. Camera di Commercio di Roma — Diritti di segreteria e bolli imprese individuali
  14. Camera di Commercio di Roma — Iscrizione con immediato avvio dell'attività
  15. Camera di Commercio di Bergamo — Diritto annuale per l'anno 2026
  16. Camera di Commercio di Roma — Sanzioni Registro Imprese

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