Gestione separata INPS, artigiani e commercianti: i contributi 2026
Con la partita IVA versi i contributi previdenziali all’INPS in una di due casse: la Gestione Separata INPS, se lavori come libero professionista senza una cassa professionale tua, oppure le gestioni artigiani e commercianti, se hai una ditta individuale. Le due funzionano in modo molto diverso: nella prima paghi una percentuale di quello che guadagni, nella seconda paghi comunque un importo fisso ogni anno, anche se incassi poco. Qui trovi a quale appartieni, come ti iscrivi, le cifre 2026 stampate dall’INPS, le date di pagamento con l’F24 e la riduzione del 35% riservata ai forfettari.
Quale gestione INPS ti riguarda
Non scegli tu la gestione: la decide il tipo di attività.
| Chi sei | Dove versi i contributi |
|---|---|
| Libero professionista senza albo (consulente, sviluppatore, grafico, formatore…) | Gestione Separata INPS |
| Professionista iscritto a un albo che non ha una cassa propria | Gestione Separata INPS |
| Professionista con una cassa professionale (avvocato, ingegnere, medico…) | La cassa professionale, non l’INPS |
| Artigiano: produci beni o presti servizi con il tuo lavoro, anche manuale | Gestione artigiani |
| Commerciante: commercio, terziario, turismo | Gestione commercianti |
La distinzione passa da una domanda: la tua attività è un’impresa (iscritta al Registro delle imprese) o una professione (arti e professioni)? L’impresa va nelle gestioni artigiani e commercianti, la professione senza cassa va nella Gestione Separata. Se non hai ancora aperto, la scelta del codice ATECO fissa anche questo: ne parliamo in come aprire la partita IVA.
Gestione separata INPS: le aliquote 2026
Per il 2026 la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa per i professionisti con partita IVA queste aliquote:
| Situazione | Aliquota 2026 |
|---|---|
| Nessun’altra previdenza obbligatoria e nessuna pensione | 26,07% (25% IVS + 0,72% aliquota aggiuntiva + 0,35% ISCRO) |
| Un’altra previdenza obbligatoria (per esempio da lavoro dipendente) o una pensione | 24% |
L’aliquota si applica al reddito che dichiari, calcolato con gli stessi criteri dell’imposta sul reddito. Per un forfettario è il reddito forfettario: i compensi incassati moltiplicati per il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO.
Due valori chiudono il quadro:
- Massimale 2026: 122.295,00 €. Oltre questo reddito non si pagano contributi.
- Minimale 2026: 18.808,00 €. Nella Gestione Separata non è un importo da pagare per forza: serve a capire quanti mesi di pensione ti vengono accreditati. Con l’aliquota del 26,07% l’intero anno è coperto se versi almeno 4.903,25 € (di cui 4.702,00 € ai fini pensionistici). Se il tuo reddito è più basso paghi solo la percentuale, ma ti vengono accreditati meno mesi.
Se hai anche un lavoro dipendente, per la Gestione Separata paghi il 24% invece del 26,07%, perché hai già un’altra previdenza obbligatoria. Il lavoro dipendente accanto alla partita IVA ha altre regole: le trovi in partita IVA e lavoro dipendente.
Iscrizione alla gestione separata INPS
L’iscrizione alla gestione separata INPS è una domanda online che fai tu, a parte l’apertura della partita IVA. Secondo la scheda INPS sull’iscrizione dei liberi professionisti la domanda riguarda i professionisti senza cassa previdenziale autonoma titolari di partita IVA, e si presenta così:
- accedi al servizio Gestione Separata - Iscrizione (la domanda “Iscrizione Parasubordinati”) sul sito INPS con le tue credenziali;
- scegli il modulo d’iscrizione alla Gestione Separata;
- compila i campi richiesti;
- conferma l’iscrizione e completa la registrazione;
- stampa la ricevuta e conservala.
Aprire la partita IVA non ti iscrive in automatico alla Gestione Separata: la domanda all’INPS è un passo a parte, da fare quando inizi a lavorare.
INPS artigiani e commercianti: minimale e contributi fissi 2026
Nelle gestioni INPS artigiani e commercianti il contributo ha due parti: una quota fissa sul minimale, dovuta qualunque sia il tuo reddito, e una quota a percentuale sul reddito che supera il minimale. Le cifre 2026 sono quelle della circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026.
| Voce 2026 | Artigiani | Commercianti |
|---|---|---|
| Aliquota fino a 56.224,00 € di reddito | 24% | 24,48% |
| Aliquota oltre 56.224,00 € | 25% | 25,48% |
| Minimale di reddito | 18.808,00 € | 18.808,00 € |
| Contributo fisso annuo sul minimale | 4.521,36 € | 4.611,64 € |
| Contributo fisso mensile (se lavori meno di un anno) | 376,78 € | 384,31 € |
Il contributo fisso comprende 7,44 € l’anno per la maternità (0,62 € al mese). Lo 0,48% in più dei commercianti serve quasi tutto (0,46%) a finanziare l’indennizzo per chi cessa l’attività commerciale.
Anche qui c’è un tetto. Per chi si è iscritto dal 1° gennaio 1996 in poi senza contributi precedenti, il massimale 2026 è 122.295,00 €. Per chi ha anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 è 93.707,00 €.
Il contributo sul minimale è dovuto anche se l’anno va male o se sei in perdita. Nel 2026 un artigiano paga almeno 4.521,36 € e un commerciante almeno 4.611,64 €, salvo la riduzione per i forfettari spiegata più sotto.
Come ti iscrivi come artigiano o commerciante
Qui non c’è una domanda separata all’INPS. Ti iscrivi con la Comunicazione Unica (ComUnica) alla Camera di commercio, la stessa pratica che iscrive la ditta al Registro delle imprese:
- Artigiano: la ComUnica vale anche per l’Albo delle imprese artigiane (quadro AA). La domanda d’iscrizione all’Albo va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, e, come spiega la scheda INPS sull’iscrizione alla gestione artigiani, porta con sé l’iscrizione alla gestione artigiani.
- Commerciante: dentro la ComUnica compili sempre il quadro AC, con i dati per la gestione commercianti, come indica la scheda INPS sull’iscrizione alla gestione commercianti.
Anche i familiari che lavorano con te in modo abituale e prevalente vanno iscritti come collaboratori. Dopo l’iscrizione l’INPS pubblica gli importi da pagare nel Cassetto previdenziale artigiani e commercianti, nella sezione “Dati del mod. F24”, da cui puoi anche scaricare il modello già compilato.
Quando si pagano i contributi INPS con l’F24
Tutti i contributi si versano con il modello F24, lo stesso delle imposte, e puoi compensarli con eventuali crediti d’imposta.
Gestione Separata
Paghi alle scadenze delle imposte sui redditi, in saldo e acconto: il saldo dell’anno prima e il primo acconto dell’anno in corso insieme, poi il secondo acconto. L’acconto 2026 si calcola con le aliquote 2026. Per il 2026 le date sono queste:
| Versamento | Scadenza 2026 |
|---|---|
| Saldo 2025 e primo acconto 2026 | 30/06/2026, oppure 30/07/2026 con lo 0,40% in più |
| Secondo acconto 2026 | 30/11/2026 |
Artigiani e commercianti
Il contributo fisso sul minimale si paga in quattro rate uguali, alle date fissate dalla circolare n. 14/2026:
| Rata sul minimale | Scadenza |
|---|---|
| Prima | 18/05/2026 |
| Seconda | 20/08/2026 |
| Terza | 16/11/2026 |
| Quarta | 16/02/2027 |
La parte sul reddito che supera il minimale si paga invece alle scadenze delle imposte sui redditi, come saldo 2025, primo acconto 2026 e secondo acconto 2026, con la stessa possibilità di rinviare di 30 giorni pagando lo 0,40% in più.
Metti da parte i contributi ogni volta che incassi, non a giugno. A giugno arrivano insieme il saldo dell’anno prima e il primo acconto di quello nuovo, e per molti è il mese più pesante dell’anno.
Contributi INPS nel regime forfettario
Il regime forfettario non ti esonera dall’INPS: cambia solo come si calcola il reddito su cui paghi. Sono tre le cose da sapere.
- La base è il reddito forfettario, cioè ricavi o compensi per il coefficiente di redditività, non quello che ti resta dopo le spese vere.
- I contributi pagati si deducono da quel reddito prima di calcolare l’imposta sostitutiva, come dispone la legge 190/2014, art. 1, comma 64. Se superano il reddito, l’eccedenza si deduce dal reddito complessivo.
- La gestione resta quella della tua attività. Un professionista forfettario paga il 26,07% alla Gestione Separata. Un artigiano o un commerciante forfettario paga minimale e percentuale, e può chiedere la riduzione del 35%.
Riduzione contributi INPS forfettari: il 35%
La riduzione contributiva del 35% è prevista dalla legge 190/2014, art. 1, commi 76–84, e vale solo per chi esercita un’attività d’impresa, quindi per gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti. Nella Gestione Separata non esiste.
Secondo la circolare INPS n. 35/2016, la riduzione del 35% vale sia per il contributo sul minimale sia per quello sul reddito eccedente. Non è automatica: va chiesta.
Come si chiede
Presenti la domanda di adesione al regime agevolato online, dal Cassetto previdenziale artigiani e commercianti, nella sezione delle istanze telematizzate (“adesione/rinuncia regime agevolato”).
Entro quando
| La tua situazione | Termine |
|---|---|
| Inizi l’attività nell’anno | Appena ricevi il provvedimento d’iscrizione, con la massima tempestività (circolare n. 14/2026) |
| Hai già l’attività e vuoi la riduzione dall’anno in corso | 28 febbraio, termine di decadenza (per il 2026: 28/02/2026) |
| Hai già la riduzione e resti forfettario | Nessuna nuova domanda: continua da sola |
Se mandi la domanda dopo il 28 febbraio, la riduzione parte dall’anno successivo.
Due conseguenze da pesare prima di chiederla. La prima: con contributi più bassi ti vengono accreditati meno mesi ai fini della pensione. La seconda: l’uscita è definitiva. Se rinunci entro il 28 febbraio torni al regime contributivo ordinario dal 1° gennaio di quell’anno; se lasci il regime forfettario, dall’anno successivo. In entrambi i casi non puoi più rientrare nell’agevolazione, nemmeno se torni forfettario.
Se il forfettario ti sta stretto e stai pensando al passaggio, confronta prima i due regimi in regime semplificato e ordinario: nel regime ordinario la riduzione non c’è.
Da dove ripartire
- Verifica la tua gestione: Gestione Separata per una professione senza cassa, artigiani o commercianti per un’impresa.
- Iscriviti: online all’INPS per la Gestione Separata, con la ComUnica per artigiani e commercianti.
- Segna le scadenze: quattro rate fisse sul minimale per l’impresa; saldo, primo e secondo acconto per tutti.
- Se hai un’impresa artigiana o commerciale nel forfettario, decidi entro il 28 febbraio se chiedere la riduzione del 35%.
Un contributo alla volta, messo da parte a ogni fattura: così giugno smette di fare paura.
💜💙 Il tuo team BravoLisa
Questo articolo ha solo scopo informativo generale e non costituisce consulenza fiscale, legale o contabile. Ogni situazione è diversa: rivolgiti a un professionista qualificato (commercialista, consulente fiscale o avvocato) per un parere adatto al tuo caso. BravoLisa non si assume alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla base di queste informazioni.
Fonti (9)
- INPS — Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, Gestione separata: aliquote contributive per l'anno 2026
- INPS — Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, Artigiani ed esercenti attività commerciali: contribuzione per l'anno 2026
- INPS — Iscrizione liberi professionisti (Gestione Separata)
- INPS — Iscrizione Gestione Artigiani
- INPS — Iscrizione Gestione Commercianti
- INPS — Cassetto previdenziale artigiani e commercianti
- INPS — Circolare n. 35 del 19 febbraio 2016, regime contributivo agevolato per i forfetari
- Agenzia delle Entrate — Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54–89
- Agenzia delle Entrate — Redditi Persone fisiche 2026, istruzioni fascicolo 1 (termini di versamento)