Fattura forfettario: RF19, N2.2, bollo e dicitura
Una fattura forfettario si riconosce da quello che non c’è: niente IVA e niente ritenuta d’acconto. Al loro posto ci sono un codice di regime, un codice di natura, una frase di legge e, quasi sempre, 2 € di imposta di bollo. Qui trovi ogni campo che la fattura elettronica del forfettario deve portare, perché serve, e cosa cambia con un cliente estero o con una fattura emessa in ritardo.
Se il regime ti è nuovo, parti da come funziona il regime forfettario e torna qui quando devi emettere la prima fattura.
Il forfettario deve fare la fattura elettronica?
Sì. Secondo l’Agenzia delle Entrate, dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI) è obbligatoria per tutti i forfettari, qualunque siano i ricavi o i compensi. L’obbligo è arrivato in due tempi, per effetto dell’art. 18 del D.L. 36/2022:
| Da quando | Chi |
|---|---|
| 1 luglio 2022 | Forfettari con ricavi o compensi superiori a 25.000 € nell’anno precedente |
| 1 gennaio 2024 | Tutti i forfettari |
La fattura va emessa verso aziende e professionisti italiani e anche verso i privati. Con i clienti esteri la fattura elettronica è una scelta, come vedrai più sotto.
Alcune pagine dell’Agenzia sul regime forfetario riportano ancora che i forfettari «non devono applicare» l’obbligo di fatturazione elettronica. È il testo precedente al 2022: la circolare n. 32/E del 2023 e la guida dell’Agenzia di dicembre 2025 confermano l’obbligo per tutti dal 2024.
Un’eccezione da conoscere: chi fa prestazioni sanitarie verso persone fisiche non le invia tramite SdI, per la riservatezza dei dati sanitari.
I campi che distinguono la fattura del forfettario
Nome, partita IVA, codice fiscale, numero, data, descrizione e importo sono gli stessi di qualsiasi fattura. Quello che la rende una fattura da forfettario sono questi campi:
| Campo | Cosa scrivi | Perché |
|---|---|---|
| Regime fiscale | RF19 | Il codice del regime forfettario nelle specifiche FatturaPA |
| Aliquota IVA della riga | 0% | Il forfettario non addebita l’IVA |
| Natura della riga | N2.2 (non soggette – altri casi) | Spiega perché l’IVA è a zero |
| Causale | La dicitura di legge sul regime forfettario | L’Agenzia la richiede in fattura |
| Seconda causale (professionisti) | La dicitura sulla ritenuta d’acconto | Il forfettario non subisce ritenuta |
| Dati bollo | Bollo virtuale: SI | Se la fattura supera 77,47 € |
| Dati cassa previdenziale | Tipo cassa TC22 (INPS), 4% | Solo se applichi la rivalsa INPS |
RF19, il codice del regime
Nel blocco del cedente/prestatore il campo RegimeFiscale prende il valore RF19, che le specifiche tecniche FatturaPA descrivono come «Regime forfettario (art.1, c. 54-89, L. 190/2014)». Chi è nel regime ordinario usa RF01. Nella procedura gratuita dell’Agenzia è il campo «Regime fiscale valido per la fattura che si sta generando».
N2.2 al posto dell’IVA
Su ogni riga della fattura l’aliquota IVA è 0% e il campo Natura è N2.2, «non soggette – altri casi». Non è un’esenzione (quella è N4) e non è un’operazione non imponibile (N3): è un’operazione fuori dal campo dell’IVA perché la legge del regime lo prevede.
La dicitura di legge
Nel campo Causale l’Agenzia chiede di indicare il riferimento normativo per cui l’IVA non compare. La formula che riporta nella sua guida è questa:
«Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni»
Se sei un professionista, aggiungi una seconda causale, perché il cliente che è sostituto d’imposta non deve trattenerti la ritenuta:
«Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, Legge n. 190 del 2014 e successive modificazioni»
Nella procedura web di Fatture e Corrispettivi c’è un modello per i forfettari con questi campi già compilati: lo trovi in «Fatturazione elettronica e Conservazione», alla voce «Generazione da template».
La marca da bollo da 2 € sulla fattura: quando si mette
La fattura che non porta IVA paga l’imposta di bollo. Quella che tutti chiamano fattura con marca da bollo, oggi, non ha nessuna marca incollata: sulla fattura elettronica il bollo è virtuale, si segnala nel file e si paga all’Agenzia ogni trimestre.
Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate sull’imposta di bollo, si applica quando la somma degli importi delle righe supera 77,47 € e le righe hanno natura N2.1, N2.2, N3.5, N3.6 o N4. Per il forfettario, quindi, quasi ogni fattura sopra 77,47 € ha il bollo. L’importo è sempre 2 € a fattura.
Cosa fai in pratica:
- Nel blocco DatiBollo metti il campo BolloVirtuale a «SI».
- Includi i 2 € nell’importo totale del documento, come indica l’Agenzia.
- Paghi il bollo del trimestre dopo che l’Agenzia ne ha calcolato l’importo.
L’Agenzia prepara ogni trimestre due elenchi nell’area riservata di Fatture e Corrispettivi: l’elenco A con le fatture in cui hai indicato il bollo, e l’elenco B con quelle dove manca ma sembra dovuto. L’elenco B puoi correggerlo entro la data limite; dopo, l’Agenzia calcola il dovuto.
| Trimestre | Scadenza del versamento |
|---|---|
| 1° trimestre | 31 maggio |
| 2° trimestre | 30 settembre |
| 3° trimestre | 30 novembre |
| 4° trimestre | 28 febbraio dell’anno dopo |
Se il bollo del primo trimestre non supera 5.000 €, puoi pagarlo entro il 30 settembre; se primo e secondo trimestre insieme restano entro 5.000 €, entro il 30 novembre. Paghi con addebito sul conto dall’area riservata o con F24, codici tributo da 2521 a 2524, uno per trimestre. Se una scadenza cade in un giorno festivo slitta al primo giorno lavorativo.
Se paghi tardi, la procedura web calcola sanzione e interessi del ravvedimento operoso. Un bollo dimenticato non sparisce: se non lo indichi tu, la fattura finisce nell’elenco B e il bollo ti viene comunque calcolato.
La rivalsa INPS del 4%
Se sei un professionista iscritto alla Gestione Separata INPS, l’art. 1, comma 212, della L. 662/1996 ti permette di addebitare al cliente il 4% dei compensi lordi. È una facoltà, non un obbligo: puoi applicarla o no.
Se la applichi, in fattura compili il blocco DatiCassaPrevidenziale con il tipo cassa TC22 (INPS) e l’aliquota del 4%. La rivalsa non è un contributo che versi per conto del cliente: si somma al tuo compenso e i contributi alla Gestione Separata li paghi tu, come sempre. Come funzionano quei contributi lo trovi in contributi INPS per la partita IVA.
La rivalsa non riguarda artigiani e commercianti, e nemmeno i professionisti con una cassa professionale propria, che seguono le regole della loro cassa.
Clienti esteri
Con un cliente che non è residente né stabilito in Italia la fattura elettronica è facoltativa. Hai due strade:
- Emetti comunque la fattura elettronica tramite SdI con codice destinatario XXXXXXX (sette X). Nel campo IdPaese metti il codice del Paese del cliente, nel campo IdCodice il suo identificativo fiscale (fino a 28 caratteri) e nel CAP il valore 00000.
- Emetti una fattura non elettronica e comunichi i dati dell’operazione all’Agenzia con la comunicazione delle operazioni transfrontaliere (il cosiddetto esterometro).
Con la prima strada eviti la comunicazione separata, perché i dati arrivano all’Agenzia con la fattura. Codice RF19 e dicitura di legge restano. Cambia invece la natura della riga, che dipende dall’operazione: un servizio a un’azienda estera non segue le regole di un bene venduto a un privato. L’Agenzia rimanda al paragrafo 4.1.2 della circolare n. 10/E del 2016 per gli obblighi con soggetti non residenti: è il caso in cui conviene sentire un commercialista prima della prima fattura.
Anche la fattura a un cliente estero paga il bollo da 2 € se supera 77,47 € e la natura rientra tra quelle elencate sopra.
Cosa succede con una fattura in ritardo
La fattura si emette entro dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione. Oggi la regola è nell’art. 21 del DPR 633/1972; dal 1° gennaio 2027 passa nell’art. 72 del nuovo Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), con lo stesso termine.
Se in uno stesso mese fai più operazioni con lo stesso cliente e sono documentate, ad esempio da un documento di trasporto, puoi emettere una sola fattura differita entro il 15 del mese successivo.
Tre cose da sapere quando una fattura è in ritardo o torna indietro:
- Scartata dal SdI. Una fattura scartata per la legge non è mai stata emessa. Correggi l’errore e rinviala: l’Agenzia consiglia di usare la stessa data e lo stesso numero di quella scartata.
- Emessa oltre il termine. È una violazione punita con una sanzione amministrativa, che si può ridurre con il ravvedimento operoso. Chiedi al tuo commercialista l’importo esatto per il tuo caso.
- Non recapitata. Se il SdI non riesce a consegnarla, la mette a disposizione del cliente nella sua area riservata e ti invia una ricevuta di impossibilità di recapito. Per te la fattura è emessa; avvisa il cliente per email o telefono. Per sapere quale codice chiedere al cliente, leggi cos’è il codice SdI.
Una fattura emessa non è una fattura pagata. Se la scadenza passa senza bonifico, i passi da seguire sono in sollecito di pagamento di una fattura.
Riepilogo: la regola in una riga
Ogni fattura del forfettario passa dal SdI (tranne, se vuoi, quella a un cliente estero), porta RF19 e N2.2 al posto dell’IVA, la dicitura dell’art. 1, commi 54–89, L. 190/2014, e 2 € di bollo virtuale sopra 77,47 €. Se sei un professionista in Gestione Separata puoi aggiungere il 4% di rivalsa INPS. Il resto è quello di qualunque fattura: numerata, datata ed emessa entro dodici giorni.
Una fattura fatta bene è una conversazione chiara con il tuo cliente: sa cosa paga, e tu sai che è tutto in regola.
💜💙 Il tuo team BravoLisa
Questo articolo ha solo scopo informativo generale e non costituisce consulenza fiscale, legale o contabile. Ogni situazione è diversa: rivolgiti a un professionista qualificato (commercialista, consulente fiscale o avvocato) per un parere adatto al tuo caso. BravoLisa non si assume alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla base di queste informazioni.
Fonti (9)
- Agenzia delle Entrate — La fattura elettronica e i servizi gratuiti dell'Agenzia delle Entrate (guida, dicembre 2025)
- Agenzia delle Entrate — Fattura elettronica per i forfettari
- Agenzia delle Entrate — Circolare n. 32/E del 5 dicembre 2023 (regime forfetario)
- Agenzia delle Entrate — L'imposta di bollo sulle fatture elettroniche (guida, giugno 2026)
- Agenzia delle Entrate — Regime forfetario: Semplificazioni e adempimenti
- Agenzia delle Entrate — FAQ fatturazione elettronica: compilazione della fattura elettronica
- FatturaPA — Specifiche tecniche del formato FatturaPA, versione 1.4
- Normattiva — Legge 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 212
- Gazzetta Ufficiale — D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (Testo unico IVA)