Chiudere la partita IVA: come si fa, quanto costa, cosa resta
Chiudere la partita IVA è quasi gratis e si fa in poco tempo: un libero professionista presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, una ditta individuale invia la ComUnica al Registro delle imprese, in entrambi i casi entro 30 giorni dalla fine dell’attività. Quello che costa è ciò che resta da fare dopo: l’ultima dichiarazione dei redditi, i contributi INPS dell’ultimo periodo e, per chi è iscritto alla Camera di commercio, il diritto annuale. Qui trovi come si chiude, quanto costa, cosa devi ancora pagare e cosa succede se lasci la partita IVA aperta senza usarla.
Come si chiude la partita IVA
Il canale è lo stesso con cui l’hai aperta.
Libero professionista: il modello AA9/12
Usi lo stesso modello dell’apertura, il modello AA9/12, barrando nel quadro A la casella 3, dichiarazione di cessazione attività, con il numero di partita IVA e la data di cessazione. Lo presenti come all’apertura:
- online, da solo con il software gratuito dell’Agenzia e la tua area riservata, oppure tramite un intermediario abilitato;
- allo sportello, in duplice copia, in un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
- per raccomandata, in una copia, con la fotocopia di un documento d’identità.
La data di cessazione non può essere successiva al giorno in cui presenti il modello: non puoi chiudere oggi con una data del mese prossimo.
Se chiudi una sola delle attività e prosegui con le altre, non è una cessazione: barri la casella 2, variazione dati, come chiedono le istruzioni del modello.
Ditta individuale: la ComUnica
Se sei iscritto al Registro delle imprese, chiudi con la Comunicazione Unica: la cancellazione dal Registro vale anche come cessazione della partita IVA e, attraverso la stessa pratica, come cessazione dell’attività per l’INPS. Non serve un modello AA9/12 separato.
Entro quando va chiusa
La regola è l’art. 35 del D.P.R. 633/1972: la dichiarazione di cessazione si presenta entro 30 giorni dalla data di cessazione dell’attività. Se l’azienda va in liquidazione, i 30 giorni partono dalla fine delle operazioni di liquidazione. Anche per il Registro delle imprese il termine generale è di 30 giorni dall’evento.
La data di cessazione è quella in cui hai davvero concluso le operazioni dell’attività, non quella in cui hai smesso di cercare clienti. Se hai dubbi su fatture ancora da incassare o beni ancora da vendere, chiedi a un professionista prima di scegliere la data.
Dal 1° gennaio 2027 l’art. 35 del D.P.R. 633/1972 è abrogato e la materia passa nel nuovo Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10). Per le chiusure del 2026 valgono le regole descritte qui; dal 2027 controlla il riferimento aggiornato sulla pagina dell’Agenzia dedicata al modello AA9/12.
Chiudere la partita IVA: quanto costa
| Voce | Libero professionista | Ditta individuale (Roma, 2026) |
|---|---|---|
| Modello AA9/12 | 0 € | Compreso nella ComUnica |
| Diritti di segreteria per la cancellazione | Non dovuti | Nessuno |
| Imposta di bollo per la cancellazione | Non dovuta | 17,50 € |
| Diritto annuale dell’anno di chiusura | Non dovuto | Dovuto, salvo cancellazione entro il 30 gennaio (vedi sotto) |
| Commercialista | Facoltativo | Facoltativo |
Le cifre della ditta individuale sono quelle pubblicate dalla Camera di commercio di Roma; controlla quelle della tua Camera. In pratica un professionista chiude a costo zero, una ditta individuale con una ventina di euro, più il diritto annuale se chiude nel momento sbagliato.
Cosa devi pagare dopo la chiusura
La partita IVA chiusa non cancella gli obblighi dell’anno in cui hai lavorato. Ecco cosa resta.
L’ultima dichiarazione dei redditi
Il reddito dell’anno di chiusura va dichiarato l’anno dopo, come ogni anno, nel modello Redditi PF: nel quadro LM se eri forfettario. Con il saldo paghi le imposte ancora dovute, e l’eventuale acconto versato in eccesso diventa un credito.
L’ultima dichiarazione IVA
Se eri nel regime ordinario o in contabilità semplificata, chiudi le liquidazioni periodiche e presenti la dichiarazione IVA annuale per l’anno di cessazione, nei termini ordinari. Come funzionano, lo trovi nella guida alla liquidazione IVA periodica. Il forfettario non presenta la dichiarazione IVA, e questo rende la chiusura più semplice.
Se chiudo la partita IVA devo pagare l’INPS?
Sì, per il periodo in cui hai lavorato. Come, dipende dalla gestione.
- Gestione Separata INPS: secondo la circolare INPS n. 8/2026, nel 2026 i contributi sono una percentuale del reddito: 26,07%, o 24% se hai un’altra copertura obbligatoria. Sul reddito dell’ultimo anno li versi con il saldo, nella stessa dichiarazione dei redditi. Senza reddito dopo la chiusura, non ci sono altri contributi.
- Artigiani e commercianti: i contributi fissi sul minimale sono dovuti fino a quando resti iscritto alla gestione. Per un periodo inferiore all’anno la circolare INPS n. 14/2026 li calcola a mese: nel 2026 sono 376,78 € al mese per gli artigiani e 384,31 € per i commercianti. Poi c’è il conguaglio sul reddito oltre il minimale, con il saldo.
Per artigiani e commercianti ogni mese di ritardo nella chiusura è un mese di contributi fissi in più. Se hai smesso di lavorare, invia la ComUnica subito, non a fine anno.
Aliquote e scadenze complete sono nella guida ai contributi INPS con la partita IVA.
Il diritto annuale della Camera di commercio
Riguarda solo chi è iscritto al Registro delle imprese. Il diritto annuale è dovuto per ogni anno in cui l’impresa risulta iscritta; l’obbligo cessa dall’anno successivo a quello in cui chiedi la cancellazione. C’è un’unica finestra utile: se l’attività è cessata entro il 31 dicembre e presenti la domanda di cancellazione entro il 30 gennaio dell’anno dopo, per la Camera di commercio di Padova il diritto del nuovo anno non è dovuto. Una data di cessazione retroattiva non cambia questo conto: conta quando presenti la domanda.
Le fatture e i documenti
Le fatture emesse restano da conservare per gli anni previsti dalla legge, anche a partita IVA chiusa. Se hai fatture ancora da incassare, sollecitale prima di chiudere: la guida al sollecito di pagamento spiega come fare.
Cosa succede se chiudi in ritardo
Il testo dell’art. 5, comma 6, del D.Lgs. 471/1997 in vigore nel 2026 punisce con una sanzione da 500 € a 2.000 € chi non presenta la dichiarazione di inizio o di variazione dell’attività; la cessazione non è nominata. Questo non rende la chiusura facoltativa: il termine di 30 giorni resta, e finché la partita IVA è aperta restano i suoi obblighi.
Per una ditta individuale il ritardo ha costi più concreti: la Camera di commercio applica una sanzione alle domande presentate oltre i 30 giorni dall’evento, e intanto corrono i contributi INPS fissi e, a gennaio, il diritto annuale di un altro anno.
Una partita IVA inattiva si chiude da sola?
Sì, ma dopo tempo. L’Agenzia delle Entrate chiude d’ufficio le partite IVA di chi, sulla base dei dati in suo possesso, risulta non aver esercitato attività d’impresa, artistica o professionale nelle tre annualità precedenti (art. 35, comma 15-quinquies, D.P.R. 633/1972). Prima ti manda una comunicazione. Se in realtà sei attivo, rispondi inviando i documenti che lo provano, dall’area riservata con il servizio di consegna documenti o via PEC.
Aspettare la chiusura d’ufficio non è una strategia. Per tre anni la partita IVA resta aperta con i suoi adempimenti, e la chiusura dell’Agenzia riguarda la partita IVA, non il Registro delle imprese: finché una ditta individuale risulta iscritta, il diritto annuale resta dovuto, e con la ComUnica di cancellazione chiudi anche la posizione INPS.
In breve
- Libero professionista: modello AA9/12, casella 3, entro 30 giorni. Costo 0 €.
- Ditta individuale: ComUnica di cancellazione, che chiude anche partita IVA e posizione INPS. A Roma, nel 2026, 17,50 € di bollo.
- Dopo: modello Redditi PF per l’ultimo anno, dichiarazione IVA se non eri forfettario, contributi INPS dell’ultimo periodo.
- Diritto annuale: evita quello dell’anno nuovo cancellandoti entro il 30 gennaio.
- Una partita IVA ferma si chiude d’ufficio solo dopo tre anni: meglio chiuderla tu.
Chiudere bene è un modo di prenderti cura di ciò che hai costruito, e di ciò che verrà dopo.
💜💙 Il tuo team BravoLisa
Questo articolo ha solo scopo informativo generale e non costituisce consulenza fiscale, legale o contabile. Ogni situazione è diversa: rivolgiti a un professionista qualificato (commercialista, consulente fiscale o avvocato) per un parere adatto al tuo caso. BravoLisa non si assume alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla base di queste informazioni.
Fonti (12)
- Agenzia delle Entrate — Partita Iva Persone Fisiche (AA9/12), Che cos'è
- Agenzia delle Entrate — Modello AA9/12, istruzioni per la compilazione
- Agenzia delle Entrate — La chiusura d'ufficio della partita Iva
- Normattiva — D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 35
- Normattiva — D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 5
- Gazzetta Ufficiale — D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10 (Testo unico IVA)
- INPS — Iscrizione Gestione Commercianti
- INPS — Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026, artigiani e commercianti: contribuzione 2026
- INPS — Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026, Gestione separata: aliquote 2026
- Camera di Commercio di Roma — Diritti di segreteria e bolli imprese individuali
- Camera di Commercio di Roma — Sanzioni Registro Imprese
- Camera di Commercio di Padova — Il diritto annuale è dovuto anche in caso di cessata attività?