Contabilità semplificata e regime ordinario: come funzionano
La contabilità semplificata è il modo in cui la maggior parte delle partite IVA fuori dal forfettario tiene i conti: sei nel regime ordinario, paghi l’IRPEF sull’utile dopo aver dedotto i costi, applichi l’IVA in fattura e la versi, ma i registri da tenere sono pochi. Qui trovi chi rientra nel regime ordinario, quando basta la contabilità semplificata e quando serve quella ordinaria, come si calcolano le tasse, quali registri tenere e cosa succede quando passi dal forfettario al semplificato.
Le regole e le cifre sono quelle in vigore nel 2026, verificate su Normattiva e sulle pagine dell’Agenzia delle Entrate il 30 settembre 2026.
Regime ordinario, semplificato, ordinario: tre parole per due cose
Le parole si confondono spesso, quindi conviene fissarle subito:
- il regime ordinario è il regime fiscale di chi non è nel forfettario: IRPEF sull’utile, IVA applicata e versata;
- dentro il regime ordinario, la contabilità può essere semplificata o ordinaria. È il tipo di scritture contabili che tieni, non un regime fiscale diverso.
Quando si parla di regime ordinario semplificato, o di partita IVA semplificata, si intende quindi il regime ordinario con la contabilità semplificata.
Chi è nel regime ordinario
Ci entri in tre modi:
- superi i limiti del forfettario: ricavi o compensi oltre 85.000 € nell’anno (esci dall’anno dopo) o oltre 100.000 € (esci subito);
- hai una causa di esclusione dal forfettario, per esempio un reddito da lavoro dipendente sopra il limite dell’anno o una partecipazione in una società che svolge un’attività simile;
- lo scegli, anche se avresti i requisiti del forfettario. Può convenire quando i tuoi costi reali sono alti rispetto al coefficiente forfettario, o quando i tuoi clienti vogliono detrarre l’IVA.
Requisiti e cause di esclusione del forfettario sono spiegati nella guida al regime forfettario.
Contabilità semplificata o ordinaria: le soglie
Secondo l’art. 18 del D.P.R. 600/1973, per le imprese la contabilità semplificata è quella naturale finché i ricavi dell’anno precedente restano sotto queste soglie:
| Attività dell’impresa | Soglia dei ricavi annui |
|---|---|
| Prestazioni di servizi | 500.000 € |
| Altre attività | 800.000 € |
Se fai sia servizi sia altre attività, conta la soglia dell’attività prevalente; se non annoti i ricavi separatamente, si considerano prevalenti le altre attività. Chi apre un’impresa e prevede di restare sotto la soglia può tenere la contabilità semplificata dal primo anno. Il regime si rinnova da solo di anno in anno finché non superi i limiti.
Sopra la soglia passi alla contabilità ordinaria, con il libro giornale e il libro degli inventari. Puoi anche sceglierla sotto soglia: l’opzione vale dall’inizio dell’anno in cui la eserciti e almeno per i due anni successivi.
Per i liberi professionisti l’art. 19 del D.P.R. 600/1973 prevede scritture proprie, senza una soglia di compensi: annoti in ordine cronologico i compensi incassati e le spese che deduci.
Come si calcolano le tasse nel regime ordinario
La differenza con il forfettario è tutta qui: paghi sull’utile vero, non su una percentuale fissa degli incassi.
- Sommi i ricavi o compensi dell’anno.
- Sottrai i costi inerenti all’attività: merce, affitto dello studio, software, consulenze, quote di ammortamento dei beni strumentali.
- Sull’utile, insieme agli altri redditi e al netto degli oneri deducibili come i contributi previdenziali, si calcola l’IRPEF a scaglioni. Poi si sottraggono le detrazioni che ti spettano.
- Si aggiungono le addizionali regionale e comunale, che variano secondo dove risiedi.
In contabilità semplificata l’impresa è tassata con il criterio di cassa: contano i ricavi incassati e le spese pagate nell’anno. Anche il professionista è tassato sugli incassi.
Le aliquote IRPEF nel 2026
Secondo l’Agenzia delle Entrate, la legge di bilancio 2026 ha ridotto la seconda aliquota dal 35% al 33%.
| Reddito imponibile | Aliquota | Imposta lorda |
|---|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% | 23% dell’intero importo |
| Da 28.001 € a 50.000 € | 33% | 6.440 € + 33% sulla parte oltre 28.000 € |
| Oltre 50.000 € | 43% | 13.700 € + 43% sulla parte oltre 50.000 € |
Per i redditi complessivi oltre 200.000 € la legge neutralizza il beneficio della riduzione.
Un esempio: con un reddito imponibile di 40.000 € l’IRPEF lorda è 6.440 € + 33% di 12.000 €, cioè 10.400 €, prima delle detrazioni e senza le addizionali.
Nel forfettario l’imposta sostitutiva prende il posto dell’IRPEF, delle addizionali e dell’IRAP. Nel regime ordinario l’imposta dipende dalle aliquote a scaglioni e dalle tue detrazioni, quindi due persone con lo stesso utile possono pagare cifre diverse.
L’IVA nel regime ordinario
Nel regime ordinario addebiti l’IVA in fattura e detrai quella che paghi sugli acquisti dell’attività. Secondo l’art. 16 del D.P.R. 633/1972 l’aliquota ordinaria è il 22%; le aliquote ridotte sono il 10%, il 5% e il 4% per i beni e servizi elencati nella tabella A dello stesso decreto.
Ogni periodo fai la liquidazione: IVA sulle vendite meno IVA detraibile sugli acquisti. Se il saldo è a debito lo versi con il modello F24.
| Liquidazione | Chi può sceglierla | Versamento |
|---|---|---|
| Mensile | Tutti: è la regola | Entro il 16 del mese successivo |
| Trimestrale | Volume d’affari dell’anno precedente fino a 500.000 € (professionisti e imprese di servizi) o 800.000 € (altre imprese) | Entro il 16 del secondo mese dopo il trimestre, con l’1% di interessi; il quarto trimestre entro il 16 marzo |
Entro il 27 dicembre versi anche l’acconto IVA. Ogni trimestre invii la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) e ogni anno la dichiarazione IVA. Scadenze e compilazione sono nella guida alla liquidazione IVA periodica.
Nel regime ordinario, come nel forfettario, le fatture si emettono come fatture elettroniche attraverso lo SdI. Il codice SdI del cliente è il dato da chiedere prima di emettere.
I registri da tenere
Con la contabilità semplificata tieni i registri IVA, previsti dagli art. 23 e art. 25 del D.P.R. 633/1972:
- il registro delle fatture emesse, dove annoti le fatture nell’ordine di numerazione entro il 15 del mese successivo all’operazione;
- il registro degli acquisti, dove annoti le fatture ricevute prima della liquidazione in cui detrai l’IVA;
- il registro dei corrispettivi, se vendi a privati senza fattura.
Per le imposte sui redditi l’impresa in contabilità semplificata annota incassi e pagamenti. Può farlo in due registri cronologici dedicati, oppure nei registri IVA, segnando a parte le operazioni non soggette a IVA. Con un’opzione che vale almeno tre anni, può tenere solo i registri IVA senza annotare incassi e pagamenti: in quel caso la data di registrazione vale come data di incasso o di pagamento.
Con la contabilità ordinaria si aggiungono il libro giornale, il libro degli inventari e le altre scritture previste dal codice civile.
Il passaggio da forfettario a semplificato
È il caso più comune: l’attività cresce e il forfettario non basta più. Secondo l’Agenzia delle Entrate sulle conseguenze della fuoriuscita, cosa succede dipende da come esci.
| Come esci | Da quando sei nel regime ordinario |
|---|---|
| Ricavi oltre 85.000 € ma non oltre 100.000 € | Dal 1° gennaio dell’anno successivo |
| Ricavi oltre 100.000 € | IVA dall’incasso che supera la soglia; imposte sui redditi dall’inizio dell’anno |
| Una causa di esclusione | Dall’anno successivo a quello in cui si verifica |
| Per scelta | Dall’anno in cui applichi le regole ordinarie, per almeno tre anni |
Dal primo giorno nel regime ordinario:
- metti l’IVA sulle fatture e togli la dicitura del forfettario;
- istituisci i registri IVA e fai le liquidazioni periodiche;
- se sei un professionista, i clienti che sono sostituti d’imposta applicano la ritenuta d’acconto sui tuoi compensi;
- deduci i costi reali invece di applicare il coefficiente.
Se superi i 100.000 € in corso d’anno, la fattura il cui incasso fa superare la soglia deve già avere l’IVA. Se l’hai emessa prima senza IVA, la integri con una nota di debito. Le fatture precedenti senza IVA restano valide.
Due regole evitano che un incasso venga tassato due volte o mai. I ricavi che hanno già contato nel regime precedente non contano di nuovo in quello nuovo, e viceversa. E l’IVA che non hai potuto detrarre da forfettario sui beni non ancora usati e sui beni strumentali recenti si recupera con una rettifica in un’unica soluzione, nella prima dichiarazione IVA del regime ordinario.
Se scegli il regime ordinario pur avendo i requisiti del forfettario, lo comunichi nella prima dichiarazione IVA annuale successiva. Se non lo comunichi l’opzione resta valida, ma rischi una sanzione da 250 a 2.000 €.
Forfettario o regime ordinario: quale conviene
Il forfettario presume che le tue spese siano una percentuale fissa degli incassi: il 22% per un professionista con coefficiente al 78%, il 60% per un commerciante al 40%. Se spendi meno, il forfettario ti conviene quasi sempre. Se spendi molto di più, o se fatturi quasi solo ad aziende che detraggono l’IVA, il regime ordinario può costarti meno. Il tuo coefficiente è nella guida al coefficiente di redditività.
Dal 1° gennaio 2027 le norme su registri e adempimenti passano nel Testo unico adempimenti e accertamento (D.Lgs. 5 agosto 2026, n. 141), quelle sulle imposte sui redditi nel nuovo Testo unico (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117) e quelle sull’IVA nel Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10). Sono testi che riordinano le norme esistenti: gli articoli citati qui cambieranno numero.
Crescere fino a uscire dal forfettario è una buona notizia: con le regole chiare, il passaggio è solo un nuovo modo di tenere i conti.
💜💙 Il tuo team BravoLisa
Questo articolo ha solo scopo informativo generale e non costituisce consulenza fiscale, legale o contabile. Ogni situazione è diversa: rivolgiti a un professionista qualificato (commercialista, consulente fiscale o avvocato) per un parere adatto al tuo caso. BravoLisa non si assume alcuna responsabilità per le decisioni prese sulla base di queste informazioni.
Fonti (11)
- Normattiva — D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 18 (Contabilità semplificata per le imprese minori)
- Normattiva — D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 19 (Scritture contabili degli esercenti arti e professioni)
- Normattiva — D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 16 (Aliquote dell'imposta)
- Normattiva — D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 23 (Registrazione delle fatture)
- Normattiva — D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 25 (Registrazione degli acquisti)
- Agenzia delle Entrate — Aliquote e calcolo dell'Irpef
- Agenzia delle Entrate — Come pagare l'Iva
- Agenzia delle Entrate — Regime forfetario: Modalità di accesso al regime
- Agenzia delle Entrate — Regime forfetario: Conseguenze della fuoriuscita
- Agenzia delle Entrate — Redditi Persone fisiche 2026, Fascicolo 3, istruzioni
- FiscoOggi (Agenzia delle Entrate) — Approvato il Testo unico su adempimenti e accertamento